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Partigiani
Non chiamateci eroi.
fummo solo uomini liberi.
tenera e spietata
la nostra vicenda.
paziente avventura
nel fluire quotidiano
della paura e della morte.
Ebbra età di saggezza,
la nostra:
quando giocavamo
la vita
per nulla e per tutto,
lungo i sentieri
vergini di neve.
1975
ENRICO LODI
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17 Luglio 1964

Premessa
Nel presentare ai Confratelli di Sacerdozio e di Religione, ai Congiunti più cari, agli Amici, a quanti Lo conobbero, stimarono e amarono in semplice veste di caro e doveroso ricordo questa commemorazione, mi permetto di anticipare questo pensiero: << il ricordo del sacrificio di tante anime nobili e generose, non vuole certo riaprire il solco amaro dei rancori e delle vendette, ma vuole portare a tutti gli uomini, a tutti voi, una parola di perdono, di dedizione, di amore. La stessa parola che Essi, i nostri Sacerdoti, i vostri Preti, dispensarono in vita e alla quale resero suprema testimonianza.
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CARLO SQUERI
Quelli del Penna
Quaderno n. 2 Istituto Storico della Resistenza per la Provincia di Parma
II EDIZIONE AMPLIATA E CORRETTA
Volume pubblicato sotto gli auspici del Comitato Regionale Emilia-Romagna per le Celebrazioni del 30° anniversario della Resistenza
a Elena
che poco più che adolescente per salvare uno del Penna rintuzzò impavida le minacce dei carcerieri nazifascisti.
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ASSOCIAZIONE RICERCHE VALTARESI «A. EMMANUELI»
SU IN VALTARO
TESTIMONIANZE ED EPISODI DELLA LOTTA PARTIGIANA
Illustrazioni di MARIO PREVI
Vuole essere, la pubblicazione presente, un modesto contributo di informazione ai giovani d’oggi, perché rammentino quanto dura e irta di difficoltà e sacrifici fu la strada che condusse alla democrazia e alla libertà.
Vuol essere anche un invito, esteso a tutti, ad approfondire gli avvenimenti di quel periodo, affinché rimanga testimonianza di episodi e fatti, accaduti nella nostra Valle, che nulla hanno di meno epico e glorioso di tanti altri.
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Gnecchi Pietro classe 1925 _
Partigiano “Bedonia” e “Garibaldi” della 32“ Brigata Garibaldi Monte Penna
Avventura partigiana dal 2 Novembre 1943 al 25 Aprile 1945 Il giovane Pietro abitava con la famiglia nella frazione di Bossi di Bedonia dove il padre prima dipartire per il servizio militare esercitava la dura professione di carbonaio.Le condizioni di vita non erano delle più felici, Pietro era l’unico grande aiuto alla famiglia.
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Più volte mi sono sentita chiedere: << Ma come mai, per quali ragioni sei andata ai monti con i partigiani? Che cos’era un senso di rivolta, d’avventura, di patriottismo?>> Le ragioni, più o meno, che allora si potevano attribuire agli uomini. Nel mio caso la spiegazione era più semplice ed anche più prosaica. Era una decisione che non ho preso io.
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Uno degli episodi più significativi della guerra partigiana verificato si nell’Alta Val Taro in provincia di Parma, si svolse dai primi di giugno del ’44 alla fine di luglio dello stesso anno. Mentre i fatti di cui furono protagonisti i partigiani dell’Ossola e di Montefiorino sono stati ampiamente trattati, gli avvenimenti accaduti nell’Alta Val Taro, non hanno ancora costituito oggetto di studio da parte di coloro che si interessano delle vicende che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese in quel periodo.
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COMUNE DI BORGOTARO
INAUGURAZIONE DEL SACRARIO DEI CADUTI PER LA LIBERTA’
BORGOTARO, 26 LUGLIO 1964
Il cammino della libertà è costellato di croci
Ogni volta che dinnanzi a questo Sacrario recante le spoglie dei giovani sacrificati nella lotta per la Libertà vien fatto di scorgere una madre con il capo chino e il pensiero fisso nel ricordo di una giovinezza spenta all’improvviso, si rivive la scena di un addio dato vent’anni fa . .. quando con un paio di scarponi e un involto sotto il braccio Egli iniziava il cammino difficile sul sentiero della montagna, dove un pugno di coetanei avevano deciso di costituire una nuova comunità sottratta all’oppressione, al sopruso, alla negazione dei più elementari valori umani. Sapeva che una vita fatta
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GIORNALE DELLE LIBERE VALLI DEL TARO E DEL CENO E DI PARMA LIBERA Numero 3 PARMA 9 MAGGIO 1945 Prezzo Lire Due
Ai Volontari della Libertà
Volontari della Libertà, fratelli di battaglia e di vittoria, compagni dei lunghi rischi e delle dure pene, e dei lutti, e delle ansie, e della volontà inflessibile che trasformò le tenebre in luce e il dolore in certezza: cari consorti dei giorni tristi e dei lieti, dei rastrellamenti e di questa, fulgida ora di trionfo e di libertà, Arta e Poe vi passano idealmente in rivista per l’ultima volta, stringono a ognuno di voi le aspre mani usate allo sten, vi stringono al loro petto, vi dicono addio.
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GIORNALE DELLE LIBERE VALLI DEL TARO E DEL CENO
Presso la sede del Coniando Unico Operativo della Provincia di Parma Ovest Cisa N. 2
Lunedì 9 aprile 1945 Ieri e oggi
Otto mesi di silenzio sono pochi a confronto all’eternità, ma sarebbero troppi, se insieme con le lingue si fossero riposate anche le nostre mani . Fortunatamente se il giornale taceva, le mani operavano: e dallo scorso luglio a oggi, dopo tre rastrellamenti, dopo la tragedia di BOSCO, dopo tante vicende luttuose, luminose, malinconiche e gioiose, i Volontari della Libertà, più fieri, più risoluti, più forti che mai, sono tutti in prima linea, attendono tutti con fede intatta, con animo saldo, l’ultima battaglia, la vittoria definitiva.
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Sedici mesi di Guerriglia sull’Appennino Parmense – Ligure

Don Luigi Canessa 
PREFAZIONE
Don Luigi Canessa, cappellano capo di una delle formazioni più rischiose e operose dei Volontari della libertà nel periodo della guerra nazionale contro i. Tedeschi, ha raccolto in questo volume i ricordi di quel glorioso periodo della sua vita. .
Senza retorica nè fantasiose amplificazioni egli ha narrato la verità nel suo aspetto obiettivo: donde viene al suo libro maggior interesse, per chi ama) al di là delle forme e delle formule spesso stereotipate e insincere, il contatto immediato col dramma della vita.

