Poesie

  • Partigiani

    Non  chiamateci  eroi.

    fummo solo uomini liberi.

    tenera e spietata

    la  nostra  vicenda.

    paziente avventura

    nel  fluire quotidiano

    della paura e della morte.

    Ebbra età  di  saggezza,

    la nostra:

    quando  giocavamo

    la  vita

    per nulla e per tutto,

    lungo  i  sentieri

    vergini  di  neve.

    1975

    ENRICO LODI

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  • Bella Ciao

    Stelutis Alpinis
  • Discorsi tra Partigiani Preparazione Libro ” Obiettivo Libertà”

    Brindani Primo ” Libero” Battaglia della Manubiola

    Lozzola Brindani- Benci- Cucchi

    Brindani Primo ” Libero” Battaglia della Manubiola


    Brindani Primo ” Libero” Comandi di Zona

    Superstite Battaglia del Lago Santo Gnecchi Pietro

    Montevacà Discorso Tra Partigiani

    Comando Ostia

    Stefani Lodovico “Carbonaro” Santa Donna

    Sergio Giliotti ” Sparviero” Santa Donna
    Santa Donna Boffetti – Terroni
    Facio Flaminio Musa
    Salvatore Brugnoli
    Terribile
    Testimonianza Deportato
    Montelli Mario
    Valmozzola Sergio Giliotti Sparviero 2007
  • Il Cippo Eretto al Passo del Bratello e restaurato dalle Associazioni Partigiane,è luogo d’incontro per i cittadini della valle del Taro e della Val Verde in ricordo dei loro caduti Militari e Civili.

    Passo del Bratello MS Rastrellamento  dell’ estate 1944.

     Il Cippo Eretto al Passo del Bratello e restaurato dalle Associazioni Partigiane,è luogo d’incontro per i cittadini della valle del Taro e della Val Verde in ricordo dei loro caduti Militari e Civili.

    Commemorazione della Battaglia di Grifola.

    Vitto e Guelfo – Vincenzo Errico di Verbicaro (CS) e Lugi Bozzia Borgotaro PR

     Grifola 8 luglio 1944

     Durante i primi giorni di luglio il versante pontremolese dell’Appennino viene  occupato dai tedeschi che  si insediano in tutti i villaggi della Val verde. Il Passo del Bratello è presidiato da un distaccamento di Facio al comando di Salvatore. Impossibilitati a varcare il crinale e scendere nella Val taro, i tedeschi ed i fascisti si accaniscono contro la popolazione dell’alto Pontremolese. Uccidono uomini civili sorpresi nei sentieri di montagna,  e nei villaggi:due  donne a Cà del Guelfo, cinque a Barracello, due a S, Lorenzo. Il 6 luglio il distaccamento di Salvatore si ritira a Zeri lasciando indifeso il passo ed il loro posto viene occupato da un distaccamento di 30 uomini del Molinatico al comando di Igor che per due  giorni attende l’attacco tedesco. L’8  Luglio  i tedeschi con un centinaio di uomini passano il crinale con l’obbiettivo  di occupare la  Stazione ed aprire l’imboccatura della  Galleria del Borgallo che i partigiani avevano ostruito. Nelle  vicinanze di Cà del Guelfo avevano sorpreso Bozzia Gino << Guelfo >> ed Enrico Vincenzo << Vitto >>, due partigiani del gruppo di Igor mandati nei villaggi dell’alto pontremolese a cercar viveri. I due, sorpresi, riescono ad asserragliarsi in una  casella e si difendono. Il primo viene  ucciso in combattimento mentre il secondo, esaurite le  munizioni, si arrende, verrà fucilato successivamente nel corso dell’incursione. I due corpi verranno ritrovati dopo settimane  orribilmente  mutilati. I tedeschi raggiungono il passo attraverso i boschi avevano pio sorpreso il distaccamento del Molinatico che  era tuttavia  riuscito fortunosamente a sfuggire all’accerchiamento raggiungendo San Vincenzo. Filtrata attraverso le difese  partigiane, la formazione tedesca, un corpo speciale antiguerriglia con tute mimetiche, scende di nascosto verso Borgotaro seguendo i sentieri tra i boschi alla destra del Tarodine. Nel loro cammino sorprendono un contadino, Granelli Vittorio, che  uccidono.

    Appostati a San Vincenzo il distaccamento di Igor individua la colonna  tedesca ed inizia il combattimento. Dato l’allarme, si chiedono rinforzi al Centocroci ed al Penna. Ancora una  volta, Dragotte, Beretta, Bil si ritrovano  uniti a difendere Borgotaro. Dapprima si spara  sulla  colonna dalla riva sinistra del Tarodine. Ormai finiti i boschi, i tedeschi si ritrovano allo scoperto. Partendo dalla Pieve i partigiani risalgono verso Grifola  e sbarrano la strada. Accerchiati, i tedeschi sbandano per i boschi e molti verranno fatti prigionieri nei giorni successivi. Un gruppo al comando di un capitano tedesco tenta di resistere nell’abitato sparando sui partigiani con un mortaio da 81. L’assedio dura parecchie  ore, tra i tedeschi i morti sono 10.poco prima che  calino le  tenebre, in 26 si arrendono lasciando in mano ai partigiani tutto il loro armamento.

    Il capitano tedesco, per non arrendersi, si uccide  sparandosi in bocca.

     Bozzia Luigi << Guelfo >> ed Errico Vincenzo << Vitto >>,

    Tratto  dal libro  di Giacomo  Vietti L’Alta Valtaro nella Resistenza

    Venerdì 30-09-2022

  • Quel Giorno … Ricerche  Interviste E Lavoro Di  Gruppo A Cura Della  III°  B  Scuola Media Borgotaro  Maggio  1975

    Siamo la  III B, un  gruppo di  ragazze  allegre e spensierate e, malgrado i nostri  14 anni, ancora giocherellone .

    Il coordinatore:

    l’insegnante  di  Italiano Lucia Verti  Agazzi

    Alunne  della  3° B

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  • Si  celebra  quest’anno il  50° anniversario  della Liberazione Il  25  Aprile è una  data importante per il  nostro paese, perché la  nuova Italia è nata  dalla  Resistenza. I  festeggiamenti del  25  aprile devono essere un momento  di  riflessione,  di  consapevolezza di impegno per tutti noi. Dobbiamo guardare al  futuro portando  avanti e diffondendo i  valori fondamentali  di  libertà e democrazia. Borgotaro ha  vissuto in prima persona la  lotta partigiana insieme ai  Comuni  vicini. Il Gonfalone del nostro comune è stato decorato, perciò nel  1985, con la  medaglia  d’oro al valore militare. (altro…)

    Si  celebra  quest’anno il  50° anniversario  della Liberazione Il  25  Aprile è una  data importante per il  nostro paese, perché la  nuova Italia è nata  dalla  Resistenza. I  festeggiamenti del  25  aprile devono essere un momento  di  riflessione,  di  consapevolezza di impegno per tutti noi. Dobbiamo guardare al  futuro portando  avanti e diffondendo i  valori fondamentali  di  libertà e democrazia. Borgotaro ha  vissuto in prima persona la  lotta partigiana insieme ai  Comuni  vicini. Il Gonfalone del nostro comune è stato decorato, perciò nel  1985, con la  medaglia  d’oro al valore militare. (altro…)

    Si  celebra  quest’anno il  50° anniversario  della Liberazione Il  25  Aprile è una  data importante per il  nostro paese, perché la  nuova Italia è nata  dalla  Resistenza. I  festeggiamenti del  25  aprile devono essere un momento  di  riflessione,  di  consapevolezza di impegno per tutti noi. Dobbiamo guardare al  futuro portando  avanti e diffondendo i  valori fondamentali  di  libertà e democrazia. Borgotaro ha  vissuto in prima persona la  lotta partigiana insieme ai  Comuni  vicini. Il Gonfalone del nostro comune è stato decorato, perciò nel  1985, con la  medaglia  d’oro al valore militare. (altro…)

  • Gli uomini del «Penna»

                (Cronistoria)

    Carlo Squeri, << Venor >>

    Il monte Penna (1735 m.l.m.).

    Le forze attive della Resistenza nella zona di Bedonia in tutte le fasi della loro azione hanno sempre fatta propria la denominazione «Monte Penna».

    All’inizio delle vicende partigiane del Bedoniese sta una riunione te­nutasi a Bedonia al n. 12 di via Trieste, alla quale parteciparono Gianni Moglia (Golico Scarpa), Mario Squeri (Battaglia), Giorgio Mazzadi (Gior­gio), Domenico Roffi e Carlo Squeri (Venor).

    A seguito delle iniziative decise in detta riunione nacque il «Gruppo Penna», che scese in campo nell’inverno 1943.44.

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  • Alberto Zanrè, «Tarolli»,

    Dottore «ad honorem» dell’Ateneo parmense Medaglia d’oro al V. M.

    Alberto Zanrè eroe purissimo della Resistenza Cattolica

    Dott. Carlo Ghezzi

    Nel momento più intenso e cosciente di ripensamento sui valori e sugli uomini del Movimento della Resistenza che anima il Paese in questo XX Anniversario, mi è grato annoverare e ricordare fra gli eroi più validi e sinceramente cristiani della nostra zona dell’Appennino Parmense il coman­dante Alberto Zanrè, Medaglia d’argento al Valore partigiano.

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  • Don Guido Anelli, il prete volante  e le azioni della 2ª Julia

    Dott. Sergio Giliotti

    L’on. Mattei, in un suo discorso, affermò che la lotta partigiana non avrebbe potuto assumere tanto vaste dimensioni senza l’apporto incondi­zionato dato dalla stragrande maggioranza del Clero.

    Uno dei tanti Sacerdoti che alla Resistenza hanno dato tutto, affrontan­do gravi rischi e sopportando non comuni sacrifici, è stato don Guido Anel­li, luminosa figura di prete partigiano. Egli accomunò al cosciente coraggio un’attività febbrile, l’uno e l’altro sublimati da un profondo senso di ca­rità cristiana che in lui non venne mai meno, neppure nei momenti più du­ri della lotta.

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  • TEMA VINCITORE DEL PRIMO PREMIO PER LA CATEGORIA SCUOLE SUPERIORI E PREMIATO INOLTRE CON LA MEDAGLIA DEL CAPO DELLO STATO IN OCCASIONE DELLA “XXXIII^ Giornata Nazionale delle Vittime Civili di Guerra”, SVOLTASI A PARMA IL 13 OTTOBRE 2002.

    Il secondo conflitto mondiale, come del resto tutte le guerre, ha portato con sé tragiche e devastanti conseguenze.
    Per le nuove generazioni dell’Occidente che conoscono la pace, perché vivono a contatto di essa da quando sono nate, la guerra appare come una realtà lontana, estranea, mentre in molte regioni del mondo continuano tutt’oggi a perpetrarsi occasioni di scontro. Capita, a volte, di sentire persone anziane, che hanno vissuto come testimoni diretti della seconda guerra mondiale, raccontare la loro esperienza con le lacrime agli occhi ed in loro il ricordo di quel tragico periodo sembra riemergere più che mai vivo, assieme al desiderio di farsi portavoce di una realtà storica di cui sono stati protagonisti.

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  • Associazione Ricerche Valtaresi  ” A. Emmanueli ” 25 – 4 – 1979    Tipografia La Nazionale B.go Regale 3 Parma

    Chi è il partigiano Jàfet? Vien fatto di chieder­si prima ancora di cominciare a leggere. Rispondiamo: potrebbe essere chiunque di noi, di quelli che non hanno conquistato la gloria con imprese eccezionali; è la figura dell’anti-eroe, che si commuove e scrive le poesie raccolte per rispondere a modo suo alle solle­citazioni provocate dall’ambiente e da un senso di pudore estatico di fronte alla morte: del comandan­te medaglia d’oro, come della madre anonima, o del giovinetto trafitto dalle pallottole sgorgate improvvise nella tormenta. E’ il ricordo riesumato di impressio­ni di quella tragedia che ormai sembra tanto lontana nel tempo, rivissuto nell’attualità di un diario rigorosamente storico e reale nei suoi aspetti meno oleogra­fici, ma permeati di umanità, di spiritualità.

    L’« Emmanueli »

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