La Battaglia di Ostia Parmense PR 08-04-2025

Borgo Val di Taro PR

Ostia Parmense

Commemorazione Partigiani Ottant’anni fa i partigiani Giorgio Susani – Allievo Ufficiale dell’Accademia Militare di Modena – Luigi Barbieri (Lampo) e Luigi Molinari (Volavia), sacrificarono la loro vita nella battaglia di Ostia e negli scontri che precedettero la liberazione di Borgo Val di Taro e dell’intera Valtaro.

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Commemorazione del “Santa Donna”Borgotaro, 6 gennaio 2025

Discorso di Commemorazione Eccidio del sindaco Marco Moglia

6 gennaio 1945 – 6 gennaio 2025

 

Il Sindaco

Marco Moglia

Scrivere due date affiancate è un’operazione solo all’apparenza semplice.

Già sul piano grammaticale l’uso del carattere tipografico tra esse inserito assume diverso significato: la barra obliqua, ad esempio, le separa, mentre il trattino corto le unisce.

E, aspetto ancor più curioso, quando si legge un testo, mentre i numeri delle date si pronunciano, il carattere grafico – che le unisce o le separa, come la punteggiatura – non trova voce.

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BORGOTARO:un itinerario di libertà

un itinerario di libertà

Alla Popolazione della

Val Taro  autentica protagonista

della  lotta  per la  libertà

BORGOTARO:

un itinerario di  libertà

ASSOCIAZIONE RICERCHE  VALTARESI

“A. EMMANUELI “

Quella del  25 Aprile  è una data che  rappresenta,

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Passo del Bratello Commemorazione Rastrellamento e Grifola 1944 Lunedì 30 09 2024

Passo del Bratello MS Grifola di Borgo Val di Taro PR Commemorazione dei fatti del luglio 1944 Il Cippo Eretto al Passo del Bratello e restaurato dalle Associazioni Partigiane, è luogo d’incontro per i cittadini della valle del Taro e della Val Verde in ricordo dei loro caduti Militari e Civili. Commemorazione della Battaglia di Grifola. Vitto e Guelfo – Vincenzo Errico di Verbicaro (CS) e Lugi Bozzia Borgotaro PR 8 luglio 1944 Lunedì 30 – 09 – 2024

25 Aprile 2024 Discorso del Sindaco

Comune di Borgo Val di Taro Medaglia d’Oro al Valor Militare Ufficio del Sindaco

25 aprile 2024 – Festa della Liberazione

Saluti del Sindaco

Care cittadine e cari cittadini di Borgotaro,

se a ciascuno di noi venisse chiesto di scrivere il significato del 25 aprile su un foglio e di riporlo in una cesta – quasi a perpetuare simbolicamente il gesto democratico della scheda elettorale da riporre nell’urna – sono certo che raccoglieremmo diverse risposte, ciascuna frutto delle proprie suggestioni e ricordi e, ormai per una esigua minoranza, della propria esperienza personale.

Alcuni risponderebbero che è semplicemente un giorno di festa nazionale, altri l’anniversario della liberazione, la rinascita di una Nazione democratica, il giorno per ricordare il sacrificio dei caduti, il seme della nostra Costituzione repubblicana, e, forse i più romantici, scriverebbero che il 25 aprile è la cartolina della Resistenza, il film proiettato sopra le note di “Bella Ciao”.

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Commemorazione dell’Ottantesimo Anniversario dell’Eccidio dei Giovani Caduti Valmozzola Stazione del 17 Marzo 1944 – 16 Marzo 2024

Partendo dall’alto a sinistra – Gino Parenti – Giuseppe Tendola (Vilmo) – Luciano Righi – Luigi Amedeo Giannetti – Nino Gerrini – Ubaldo Cheirasco -Angelo Trogu – Domenico Mosti –

INTRODUZIONE

di M. T. Mori

I fatti di Valmozzola del Marzo ’44 costituiscono uno dei primi avvenimenti di larga risonanza nella storia dello sviluppo delle formazioni partigiane in provincia della Spezia (1). L’episodio si svolse in due tempi, di cui uno fu la drammatica conclusione dell’altro: l’assalto al treno nella stazione di Valmozzola da parte dei partigiani del gruppo Betti il 13 Marzo, e la rappresaglia nazifa­scista che ne seguì, portando qualche giorno dopo alla fucilazione di sette «ribelli ».

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Discorso per la Consegna della Medaglia D’Oro al Valore Militare per l’Attività Partigiana Borgotaro 21 Settembre 1985

Il Presidente della Repubblica

Francesco Cossiga

Mentre Decoro con la Medaglia D’Oro

Al Valore  Militare il  Gonfalone del Comune di Borgotaro

Introduzione

L’Associazione Partigiani Cristiani ho voluto  curare  la pubblicazione del discorso del 21 settembre 1985 del dott. Giuseppe Costella alla  presenza della  Repubblica e delle più  alte cariche dello Stato, della Regione, delle provincie dei  Comuni in occasione della consegna  del Gonfalone del Comune di Borgo Val di Taro della Medaglia d’oro al valore militare per rendere un riconoscente  omaggio all’entusiasmo  ed al tenace impegno coi   quali  l’amico  Costella, prima  come  Sindaco di Borgotaro poi consigliere  regionale, ha  perseguito  l’obiettivo di far ottenere  la  più alta ricompensa della Patria per  onorare l’olocausto di tante vite, le sofferenze dei feriti  e dei mutilati, il valore delle formazioni  Partigiane e il sacrificio delle popolazioni e del  clero dell’Alti Valli del Taro e del Ceno.

Il contenuto del  discorso non ha voluto essere soltanto una  carrellata retrospettiva dei tanti momenti ed episodi di  cui è costellata  la Resistenza delle  nostre  valli, ma  ha  voluto affermare che  quel “passato” come direbbe quel grande resistente  e maestro che fu per tutti noi don Giuseppe Cavalli – è stato “ un motivo perenne di prospezione in avanti, un impegno di  vita, un momento di cosciente e vigorosa ripresa, un ricordo annunzio che si  stacca dal passato, freme nel presente e si  proietta nel futuro, perche abbia da  risplendere più alta, più viva, più lucente la fiaccola della Resistenza”.

Ecco questo  è il significato del discorso pronunciato dall’amico Costella nella esaltante  occasione della consegna Medaglia d’Oro ed un messaggio che affettuosamente viene affidate ai  giovani di  oggi affinché  dalla storia scritta  col sangue dei giovani d’allora, i loro padri, ne traggano insegnamento ed  esempio.

Sergio Giliotti Presidente dell’Associazione Partigiani  Cristiani di Parma  25 Aprile 1986.

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La Seconda Julia Nella Resistenza

Sergio Giliotti

PRESENTAZIONE

Ho letto l’ultimo libro di Galli della Loggia, la solita palinodia in polemica con la Resistenza e la cosiddetta storiografia “convenzionale “, incapace (a suo dire) di identificare nella data dell’8 settembre 1943 la morte della patria.

Ma a chi altro si dovrebbero attribuire se non al fascismo le responsabilità della disfatta? Che significa -si è chiesto Giu­liano Vassalli- dar colpa di tutto ai fatti dell’8 settembre. Ora chi ridusse l’Italia a quel punto? Indubbiamente la dittatura ventennale.

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LA NUOVA ITALIA

     GIORNALE DEL TERRITORIO LIBERO DEL TARO

Borgo Val di Taro – Anno I                       N. I               Giovedì, 13 Luglio 1944

Questo giornale che è destinato a diventare una rarità, si vende al prezzo minimo dl

L. 1. Chi io pa­gherà più caro Farà opera buona, perché gli utili saranno devoluti ad opere di pubblica beneficenza.

Tip Cesare Cavanna – Borgo Val di Taro                      Senza autorizzazione de! Ministro della Cultura Popolare residente a X.

Annunzio

            Questo giornale non è fatto da rettori stipendiati. i quali, per lucro immondo, esortino i temerari e gli ingenui al rischio che essi fuggono, alle battaglie che essi temono. Questo giornale è fatto dai combattenti pei loro compagni di fede e di sacrificio; è fatto dal popolo in anni per il popolo che nelle case, nelle officine, nei campi, attende e spera, dopo tante sofferenze, dai fratelli e dai figli il dono luminoso della pace, della giustizia e della libertà.

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I Caduti di Valmozzola Istituto  Storico Della Resistenza ” Pietro Mario  Beghi ” La Spezia

I fatti di  Valmozzola ( Gruppo  di  Monte Barca ) 13 – 17 Marzo 1944

INTRODUZIONE

di M. T. Mori

I fatti di Valmozzola del Marzo ’44 costituiscono uno dei primi avvenimenti di larga risonanza nella storia dello sviluppo delle formazioni partigiane in provincia della Spezia (1). L’episodio si svolse in due tempi, di cui uno fu la drammatica conclusione dell’altro: l’assalto al treno nella stazione di Valmozzola da parte dei partigiani del gruppo Betti il 13 Marzo, e la rappresaglia nazifa­scista che ne seguì, portando qualche giorno dopo alla fucilazione di sette «ribelli ».

Il gruppo Betti era nato nella Val Ceno spontanea­mente, e in un primo tempo senza alcun intervento di­retto da parte di partiti antifascisti, essendosi formato intorno alla figura di Mario Betti, uomo di cui ancor oggi è sconosciuto il vero nome, quasi sicuramente pro­veniente dal Piacentino e che si trovava nella zona fin dal mese di Dicembre. Valmozzola è precisamente in provincia di Parma; ma l’episodio di cui si tratta si inserisce a buon diritto nella storia delle formazioni partigiane che avevano come riferimento politico e organizzativo gli esponenti antifascisti e il C. L. N. della Spezia. Mario Betti aveva già partecipato allo scontro che si era svolto ad Osacca contro reparti fascisti qualche tempo prima.

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