

43-45 Resistenza in ValTaro ValCeno
Resistenza in ValTaro ValCeno a Cura delle Associazioni Partigiane
Il Cippo Eretto al Passo del Bratello e restaurato dalle Associazioni Partigiane,è luogo d’incontro per i cittadini della valle del Taro e della Val Verde in ricordo dei loro caduti Militari e Civili.




Passo del Bratello MS Rastrellamento dell’ estate 1944.
Il Cippo Eretto al Passo del Bratello e restaurato dalle Associazioni Partigiane,è luogo d’incontro per i cittadini della valle del Taro e della Val Verde in ricordo dei loro caduti Militari e Civili.
Commemorazione della Battaglia di Grifola.
Vitto e Guelfo – Vincenzo Errico di Verbicaro (CS) e Lugi Bozzia Borgotaro PR
Grifola 8 luglio 1944
Durante i primi giorni di luglio il versante pontremolese dell’Appennino viene occupato dai tedeschi che si insediano in tutti i villaggi della Val verde. Il Passo del Bratello è presidiato da un distaccamento di Facio al comando di Salvatore. Impossibilitati a varcare il crinale e scendere nella Val taro, i tedeschi ed i fascisti si accaniscono contro la popolazione dell’alto Pontremolese. Uccidono uomini civili sorpresi nei sentieri di montagna, e nei villaggi:due donne a Cà del Guelfo, cinque a Barracello, due a S, Lorenzo. Il 6 luglio il distaccamento di Salvatore si ritira a Zeri lasciando indifeso il passo ed il loro posto viene occupato da un distaccamento di 30 uomini del Molinatico al comando di Igor che per due giorni attende l’attacco tedesco. L’8 Luglio i tedeschi con un centinaio di uomini passano il crinale con l’obbiettivo di occupare la Stazione ed aprire l’imboccatura della Galleria del Borgallo che i partigiani avevano ostruito. Nelle vicinanze di Cà del Guelfo avevano sorpreso Bozzia Gino << Guelfo >> ed Enrico Vincenzo << Vitto >>, due partigiani del gruppo di Igor mandati nei villaggi dell’alto pontremolese a cercar viveri. I due, sorpresi, riescono ad asserragliarsi in una casella e si difendono. Il primo viene ucciso in combattimento mentre il secondo, esaurite le munizioni, si arrende, verrà fucilato successivamente nel corso dell’incursione. I due corpi verranno ritrovati dopo settimane orribilmente mutilati. I tedeschi raggiungono il passo attraverso i boschi avevano pio sorpreso il distaccamento del Molinatico che era tuttavia riuscito fortunosamente a sfuggire all’accerchiamento raggiungendo San Vincenzo. Filtrata attraverso le difese partigiane, la formazione tedesca, un corpo speciale antiguerriglia con tute mimetiche, scende di nascosto verso Borgotaro seguendo i sentieri tra i boschi alla destra del Tarodine. Nel loro cammino sorprendono un contadino, Granelli Vittorio, che uccidono.
Appostati a San Vincenzo il distaccamento di Igor individua la colonna tedesca ed inizia il combattimento. Dato l’allarme, si chiedono rinforzi al Centocroci ed al Penna. Ancora una volta, Dragotte, Beretta, Bil si ritrovano uniti a difendere Borgotaro. Dapprima si spara sulla colonna dalla riva sinistra del Tarodine. Ormai finiti i boschi, i tedeschi si ritrovano allo scoperto. Partendo dalla Pieve i partigiani risalgono verso Grifola e sbarrano la strada. Accerchiati, i tedeschi sbandano per i boschi e molti verranno fatti prigionieri nei giorni successivi. Un gruppo al comando di un capitano tedesco tenta di resistere nell’abitato sparando sui partigiani con un mortaio da 81. L’assedio dura parecchie ore, tra i tedeschi i morti sono 10.poco prima che calino le tenebre, in 26 si arrendono lasciando in mano ai partigiani tutto il loro armamento.
Il capitano tedesco, per non arrendersi, si uccide sparandosi in bocca.
Bozzia Luigi << Guelfo >> ed Errico Vincenzo << Vitto >>,
Tratto dal libro di Giacomo Vietti L’Alta Valtaro nella Resistenza
Venerdì 30-09-2022
Quel Giorno … Ricerche Interviste E Lavoro Di Gruppo A Cura Della III° B Scuola Media Borgotaro Maggio 1975
Siamo la III B, un gruppo di ragazze allegre e spensierate e, malgrado i nostri 14 anni, ancora giocherellone .
l’insegnante di Italiano Lucia Verti Agazzi
Alunne della 3° B
Si celebra quest’anno il 50° anniversario della Liberazione Il 25 Aprile è una data importante per il nostro paese, perché la nuova Italia è nata dalla Resistenza. I festeggiamenti del 25 aprile devono essere un momento di riflessione, di consapevolezza di impegno per tutti noi. Dobbiamo guardare al futuro portando avanti e diffondendo i valori fondamentali di libertà e democrazia. Borgotaro ha vissuto in prima persona la lotta partigiana insieme ai Comuni vicini. Il Gonfalone del nostro comune è stato decorato, perciò nel 1985, con la medaglia d’oro al valore militare. Continua a leggere “25 Aprile 1955 50° Anniversario della Liberazione Classi 5° A-B borgotaro C.P.L. Anno Scolastico 1994-95”
Si celebra quest’anno il 50° anniversario della Liberazione Il 25 Aprile è una data importante per il nostro paese, perché la nuova Italia è nata dalla Resistenza. I festeggiamenti del 25 aprile devono essere un momento di riflessione, di consapevolezza di impegno per tutti noi. Dobbiamo guardare al futuro portando avanti e diffondendo i valori fondamentali di libertà e democrazia. Borgotaro ha vissuto in prima persona la lotta partigiana insieme ai Comuni vicini. Il Gonfalone del nostro comune è stato decorato, perciò nel 1985, con la medaglia d’oro al valore militare. Continua a leggere “25 Aprile 1955 50° Anniversario della Liberazione Classi 5° A-B borgotaro C.P.L. Anno Scolastico 1994-95”

Si celebra quest’anno il 50° anniversario della Liberazione Il 25 Aprile è una data importante per il nostro paese, perché la nuova Italia è nata dalla Resistenza. I festeggiamenti del 25 aprile devono essere un momento di riflessione, di consapevolezza di impegno per tutti noi. Dobbiamo guardare al futuro portando avanti e diffondendo i valori fondamentali di libertà e democrazia. Borgotaro ha vissuto in prima persona la lotta partigiana insieme ai Comuni vicini. Il Gonfalone del nostro comune è stato decorato, perciò nel 1985, con la medaglia d’oro al valore militare. Continua a leggere “25 Aprile 1955 50° Anniversario della Liberazione Classi 5° A-B borgotaro C.P.L. Anno Scolastico 1994-95”
Gli uomini del «Penna»
(Cronistoria)
Carlo Squeri, << Venor >>


Le forze attive della Resistenza nella zona di Bedonia in tutte le fasi della loro azione hanno sempre fatta propria la denominazione «Monte Penna».
All’inizio delle vicende partigiane del Bedoniese sta una riunione tenutasi a Bedonia al n. 12 di via Trieste, alla quale parteciparono Gianni Moglia (Golico Scarpa), Mario Squeri (Battaglia), Giorgio Mazzadi (Giorgio), Domenico Roffi e Carlo Squeri (Venor).
A seguito delle iniziative decise in detta riunione nacque il «Gruppo Penna», che scese in campo nell’inverno 1943.44.
Alberto Zanrè, «Tarolli»,
Dottore «ad honorem» dell’Ateneo parmense Medaglia d’oro al V. M.



Alberto Zanrè eroe purissimo della Resistenza Cattolica
Dott. Carlo Ghezzi
Nel momento più intenso e cosciente di ripensamento sui valori e sugli uomini del Movimento della Resistenza che anima il Paese in questo XX Anniversario, mi è grato annoverare e ricordare fra gli eroi più validi e sinceramente cristiani della nostra zona dell’Appennino Parmense il comandante Alberto Zanrè, Medaglia d’argento al Valore partigiano.

Don Guido Anelli, il prete volante e le azioni della 2ª Julia

Dott. Sergio Giliotti
L’on. Mattei, in un suo discorso, affermò che la lotta partigiana non avrebbe potuto assumere tanto vaste dimensioni senza l’apporto incondizionato dato dalla stragrande maggioranza del Clero.
Uno dei tanti Sacerdoti che alla Resistenza hanno dato tutto, affrontando gravi rischi e sopportando non comuni sacrifici, è stato don Guido Anelli, luminosa figura di prete partigiano. Egli accomunò al cosciente coraggio un’attività febbrile, l’uno e l’altro sublimati da un profondo senso di carità cristiana che in lui non venne mai meno, neppure nei momenti più duri della lotta.
Continua a leggere “Il Contributo dei Cattolici alla Lotta di Liberazione Don Guido Anelli”

Associazione Ricerche Valtaresi ” A. Emmanueli ” 25 – 4 – 1979 Tipografia La Nazionale B.go Regale 3 Parma
Chi è il partigiano Jàfet? Vien fatto di chiedersi prima ancora di cominciare a leggere. Rispondiamo: potrebbe essere chiunque di noi, di quelli che non hanno conquistato la gloria con imprese eccezionali; è la figura dell’anti-eroe, che si commuove e scrive le poesie raccolte per rispondere a modo suo alle sollecitazioni provocate dall’ambiente e da un senso di pudore estatico di fronte alla morte: del comandante medaglia d’oro, come della madre anonima, o del giovinetto trafitto dalle pallottole sgorgate improvvise nella tormenta. E’ il ricordo riesumato di impressioni di quella tragedia che ormai sembra tanto lontana nel tempo, rivissuto nell’attualità di un diario rigorosamente storico e reale nei suoi aspetti meno oleografici, ma permeati di umanità, di spiritualità.
L’« Emmanueli »
Continua a leggere “Diario Poetico del Partigiano Jàfet 1944-45 Camillo Delmaestro”
Gennaio – Maggio 1944
Abbiamo avuto la fortuna di venire in possesso delle memorie di Giuseppe Fulgoni che riteniamo opportuno pubblicare per intero, prima di tutto perché ci sembra rappresentativo un documento storico di grande valore, utile alla chiarificazione di fatti e vicende connesse alla costituzione di uno dei primi nuclei resistenti nella provincia di Parma, il nucleo, che attraverso gli episodi di Osacca, la costituzione dei gruppi di Fermo Ognibene e Mario Betti sfocerà poi nella formazione della 12ª Brigata Garibaldi.

CARLO SQUERI
Quelli del Penna
Quaderno n. 2 Istituto Storico della Resistenza per la Provincia di Parma
II EDIZIONE AMPLIATA E CORRETTA
Volume pubblicato sotto gli auspici del Comitato Regionale Emilia-Romagna per le Celebrazioni del 30° anniversario della Resistenza
a Elena
che poco più che adolescente per salvare uno del Penna rintuzzò impavida le minacce dei carcerieri nazifascisti.