Vuole essere, la pubblicazione presente, un modesto contributo di informazione ai giovani d’oggi, perché rammentino quanto dura e irta di difficoltà e sacrifici fu la strada che condusse alla democrazia e alla libertà.
Vuol essere anche un invito, esteso a tutti, ad approfondire gli avvenimenti di quel periodo, affinché rimanga testimonianza di episodi e fatti, accaduti nella nostra Valle, che nulla hanno di meno epico e glorioso di tanti altri.
Uno degli episodi più significativi della guerra partigiana verificato si nell’Alta Val Taro in provincia di Parma, si svolse dai primi di giugno del ’44 alla fine di luglio dello stesso anno. Mentre i fatti di cui furono protagonisti i partigiani dell’Ossola e di Montefiorino sono stati ampiamente trattati, gli avvenimenti accaduti nell’Alta Val Taro, non hanno ancora costituito oggetto di studio da parte di coloro che si interessano delle vicende che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese in quel periodo.
INAUGURAZIONE DEL SACRARIO DEI CADUTI PER LA LIBERTA’
BORGOTARO, 26 LUGLIO 1964
Il cammino della libertàè costellato di croci
Ogni volta che dinnanzi a questo Sacrario recante le spoglie dei giovani sacrificati nella lotta per la Libertà vien fatto di scorgere una madre con il capo chino e il pensiero fisso nel ricordo di una giovinezza spenta all’improvviso, si rivive la scena di un addio dato vent’anni fa . .. quando con un paio di scarponi e un involto sotto il braccio Egli iniziava il cammino difficile sul sentiero della montagna, dove un pugno di coetanei avevano deciso di costituire una nuova comunità sottratta all’oppressione, al sopruso, alla negazione dei più elementari valori umani. Sapeva che una vita fatta
Presso la sede del Coniando Unico Operativo della Provincia di Parma Ovest Cisa N. 2
Lunedì 9 aprile 1945 Ieri e oggi
Otto mesi di silenzio sono pochi a confronto all’eternità, ma sarebbero troppi, se insieme con le lingue si fossero riposate anche le nostre mani . Fortunatamente se il giornale taceva, le mani operavano: e dallo scorso luglio a oggi, dopo tre rastrellamenti, dopo la tragedia di BOSCO, dopo tante vicende luttuose, luminose, malinconiche e gioiose, i Volontari della Libertà, più fieri, più risoluti, più forti che mai, sono tutti in prima linea, attendono tutti con fede intatta, con animo saldo, l’ultima battaglia, la vittoria definitiva.
Sedici mesi di Guerriglia sull’Appennino Parmense – Ligure
Don Luigi Canessa
PREFAZIONE
Don Luigi Canessa, cappellano capo di una delle formazioni più rischiose e operose dei Volontari della libertà nel periodo della guerra nazionale contro i. Tedeschi, ha raccolto in questo volume i ricordi di quel glorioso periodo della sua vita. .
Senza retorica nè fantasiose amplificazioni egli ha narrato la verità nel suo aspetto obiettivo: donde viene al suo libro maggior interesse, per chi ama) al di là delle forme e delle formule spesso stereotipate e insincere, il contatto immediato col dramma della vita.
Sarebbe bene, prima di narrare la cruda cronistoria di numerosi fatti d’arme della Prima Brigata Julia, illustrare il periodo precedente il primo aprile 1944 per far presente le lunghe fatiche, le gravi privazioni ed il grande spirito di abnegazione sopportate e dimostrato dai primi patrioti, da coloro che, con il loro coraggio e la loro indomita fede, seppero resistere, combattere e con l’esempio formare quelle prime bande che poi si trasformarono in Brigate ed infine – nei giorni della riscossa – costituirono quel potente ed organizzato esercito della Libertà.Quei primi arditi furono veramente i migliori eroi. Chi non ricorda con amarezza il Monte penna, Angola, Casalporino, Tomba, Gelana e tanti altri paesi che racchiudono nel sol nome ricordi e fatti indimenticabili?Chi può dimenticare Linari? Chi può dimenticare i bei canti, il gioco della palla e la grande fame che si faceva su quel monte appenninico?
Ma tralasciamo, perché troppo contrasto vi è fra i giorni di allora e questi. Passiamo alla nuda cronaca dei fatti e delle azioni. 9.4.1944- L’allora gruppo << Penna veniva messo in allarme per una puntata di forze nemiche ( tedesche e militi) che, provenienti da Bedonia, erano dirette ad Angola in autocorriera. Due nostre squadre si appostavano in vicinanza del passo di Montevaccà per tendere loro una imboscata, ma questa veniva a mancare perché il nemico era stato messo a conoscenza in tempo da spie. Dopo un primo vivacissimo scontro i nostri erano costretti a ripiegare verso Tasola per il miglior armamento ed il soverchiante numero nemico. Nella menzionata località altri nostri nuclei giunti di rinforzo riuscivano dopo dura lotta a snidare il nemico costringendolo a precipitosa fuga.
Partigiani e popolazione binomio inscindibile della guerra partigiana sioppongono uniti e vittoriosamente alla violenza fascista
SPERDUTA FRA LE RUPI SCOSCESE DEI MONTI
OSACCA
BALZÒ D’IMPETO NELLA LUCE DELLA STORIA QUANDO ALL’ALBA DEL 25 DICEMBRE 1943
LA SUA UMILE MA INTREPIDA GENTE STRETTA INTORNO AD UN PUGNO D’INDOMITI RIBELLI
RICACCIÒ ARMATA DI FEDE ED EROISMO PREPONDERANTE AGGUERRITE FORZE FASCISTE ACCENDENDO PRIMISSIMA LA FIAMMA
DELL’EPOPEA PARTIGIANA
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BARDI
IN MEMORIA PERENNE 25 – VI – 1961
LAPIDE POSTA SULLA CHIESETT A DI OSACCA
Dalla « voce» OSACCA, redatta, per l’Enciclopedia dell’Antifascismo e della Resistenza, dal Seno Ing. Giacomo Ferrari (Arta, Comandante Unico delle formazioni partigiane della provincia di Parma), che si è valso, per la stesura della « voce », della collaborazione della popolazione della località e di alcuni casalaschi superstiti dello scontro.
Nonostante questo avvertimento, il 6 gennaio, un’altra tragedia si abbatte sulla I° Brigata Julia, avvenimento che lascerà uno strascico profondo e causerà lacerazioni all’interno del movimento resistente borgotarese.
È il grande rastrellamento che coinvolge tutta la zona ovest della Provincia a cui partecipa una grossa colonna di alpini della Monterosa, valutati in 500 uomini, perfettamente equipaggiati per i combattimenti invernali., con tute mimetiche dotate di pattuglie di sciatori.
dire del tuo carattere schietto e sincero, del tuo cuore nobile e generoso.
Rivivi così per loro, che pure Ti hanno vivo tra i vivi, in queste pagine, nella Tua competenza, rivivi cosciente Patriota per generoso e conscio compimento del più sacro dovere: la libertà della Patria.
mio C’è,Tu pure eri parte di me stesso, parte del mio giusto orgoglio giacché era innato in Te uno spiccato costruttivo sentimento altruistico, perché, ancora giovane assai, eri permeato di quella mentalità capace di operare al perfezionamento umano, perchè eri immune da contagi superstiziosi, pronto a lottare – e lo dimostrasti – contro ogni debolezza per il trionfo della Verità, della Giustizia.